Argomento
DAC8 e fiscalità cripto nell’UE
La DAC8 (Direttiva (UE) 2023/2226 del Consiglio) estende lo scambio automatico di informazioni fiscali dell’UE alle cripto-attività. Gli Stati membri dovevano recepirla nel diritto nazionale entro il 31 dicembre 2025, e i prestatori di servizi per le cripto-attività (CASP) hanno iniziato a raccogliere i dati comunicabili su utenti e transazioni il 1° gennaio 2026. I CASP comunicano le transazioni 2026 alle autorità fiscali nazionali nel corso del 2027 (molti Stati membri hanno fissato scadenze interne intorno al 31 gennaio 2027), con il primo scambio automatico tra autorità fiscali previsto entro il 30 settembre 2027.
Per chi detiene cripto, la direttiva in sé conta meno di poche domande concrete: cosa viene effettivamente comunicato, quale exchange lo comunica e a quale autorità, e come tutto questo si cala in uno specifico sistema fiscale nazionale.
La self-custody non è direttamente comunicabile ai sensi della DAC8 stessa: comunicano i CASP, e i wallet non custodial non sono CASP. Ma questo non cancella gli obblighi pregressi o correnti legati agli asset detenuti in quei wallet, che ricadono nel quadro fiscale esistente di ciascuno Stato membro. I riferimenti qui sotto chiariscono dove si colloca davvero quella linea, giurisdizione per giurisdizione.
3 riferimenti
DAC8 ed exchange esteri: i tuoi dati arrivano comunque al Fisco?
I percorsi di comunicazione DAC8 (stesso Stato, scambio UE, CASP extra-UE) e perché un exchange estero non tiene automaticamente i dati fuori dal Fisco.
DAC8 e self-custody: i prelievi da un exchange vengono segnalati al Fisco?
Come la DAC8 tratta i prelievi verso wallet self-custody: cosa viene comunicato al Fisco e cosa no, per chi sposta cripto fuori dagli exchange nel 2026.
Tasse crypto in Italia nel 2026: guida a Quadro RW, Quadro RT e DAC8
Guida pre-commercialista per cripto in Italia nel 2026: aliquota sulle plusvalenze, Quadro RW, Quadro RT, ravvedimento, DAC8 e self-custody.